Su ali d' aquila
 


 Luglio 2009

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L' incontro del Cenacolo "Angela Iacobellis" si è svolto in due parti.
Siamo partiti dai colori e abbiamo meditato sulla luce e sul brano evangelico.
Alla fine abbiamo commentato la poesia che potete leggere.
E' stato un momento bello e... originale.

 

 

Luca 11, 33.35. 

“Nessuno accende una lampada e poi la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candelabro, perché chi entra veda la luce. Bada che la luce che è in te non sia tenebra”.

Questo versetto del Vangelo di Luca ci ha fatto riflettere e meditare sui colori.
Senza la luce non potremmo vedere il colore, inoltre la luce che vediamo bianca, è in realtà composta dai sette colori dello spettro solare.
Un raggio di luce fatto passare attraverso un prisma di cristallo, si scompone nei sette colori dello spettro solare, dimostrando che il bianco è la somma di quei colori.
Per esempio nell’arcobaleno succede questo: la luce che passa attraverso le piccole gocce d’acqua, sospese nell’aria dopo una pioggia, si scompone nei sette colori dello spettro, con tutte le relative gradazioni intermedie.
Cosa imparare da tutto questo?
Gesù ci ha invitati ad essere la luce del mondo, dunque a possedere tutti i colori.
Ma cosa sono i colori nella nostra vita di cristiani, di figli di Dio?
Chi sono i colori?
Quali sono i colori della vita?
La nostra vita è a “colori” o in “bianco e nero?”
Tanti sono i colori della vita: gli affetti, tutto ciò che facciamo, le capacità che possediamo, le scoperte di ogni giorno, gli eventi. Sono colori i sentimenti, la gioia ma anche il dolore, la pace, l’amore, la serenità, il senso di pienezza...
Sono colori le persone che ci circondano, con i loro pregi e i loro difetti, con le loro tonalità e luminosità.
E’ colore la vita stessa, perché è luce e la luce è insieme di colori.
I colori della vita però sono visibili solo se c’è la luce, Gesù Cristo, che si è presentato dicendo, “Io sono la luce del mondo, chi segue me, non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”.
E come esiste la cromoterapia, cioè la guarigione di certi disturbi, di certi sintomi con l’uso dei colori, così il battezzato guarisce da sofferenze, eventi dolorosi, traumi, usando i colori della vita, ovvero tutto ciò che Dio ci dona: affetti, relazioni, compiti, impegni, capacità, talenti, la grazia dei sacramenti, la forza della preghiera, il potere della meditazione.
Usiamo questi “colori”! E la nostra vita passerà dal bianco della luce ai colori dell’ arcobaleno.
Nell’ambito della relazione di coppia, l’argomento dei colori ci ha invitato a riflettere sui colori complementari.
I colori si dicono complementari perché hanno la caratteristica di esaltare e rafforzare a vicenda la propria luminosità e quindi ogni tinta trova il suo complementare nel colore opposto presente sul cerchio cromatico.
I colori complementari, se sovrapposti, danno la luce bianca.
Due persone chiamate a costituire una coppia hanno la possibilità di aiutarsi a vicenda, di realizzarsi reciprocamente, grazie all’altro/a.
Due persone chiamate da Dio alla reciprocità, quando diventano una “cosa sola”, una persona sola, danno la luce, sono luce per il mondo, testimoniano Dio.
E’ necessario che l’altro/a sia diverso da me perché io mi possa realizzare, perché possa dare il meglio di me. E’ necessario che l’ altro abbia aspetti che io non ho e viceversa, perché ci si possa affermare positivamente.
La diversità diventa allora ricchezza, non limite. Ci si esalta e ci si rafforza a vicenda nell’essere complementari. Ognuno può trovare nell’altro ciò che gli manca.
Siate colori complementari, sempre!
Chi ancora vede nel diverso da sé un limite, un problema, un ostacolo, non ha riflettuto sui...colori!
Siamo invitati ad essere luce per essere arcobaleno, quell’arcobaleno che il profeta usa per visualizzare niente meno che la gloria di Dio, cioè la sua presenza, “vidi la gloria di Dio: era come un arcobaleno nel cielo in un giorno di pioggia”.
Impariamo ad essere colore per gli altri. Il mondo ha bisogno dei colori.
Il colore si percepisce attraverso un comando che il nostro cervello manda all’ occhio.
Posso percepire il senso della vita, il valore degli eventi, solo se mi rinnovo nello spirito della mente. Allora aiuterò i miei occhi a vedere andando oltre, a non fermarsi davanti alle pietre dei sepolcri della storia, ma a vedere già sepolcri aperti e vuoti.
Solo una mentalità nuova, capace di discernere la volontà di Dio, ciò che Lui gradisce, ciò che è buono per me, può farmi vedere i colori dentro la luce della vita, i colori che sono la luce della Vita.
I colori primari, cioè i colori di base, sono assoluti perché non si possono ottenere con nessuna mescolanza, ma da essi si ottengono tutti gli altri colori. Sono il rosso, il blu, il giallo.
I colori primari della nostra vita di cristiani sono le tre Persone della Santissima Trinità, il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo.
E’ Dio, Uno e Trino. Da Lui scaturisce tutto. Da Lui Padre scaturisce la nostra creaturalità, il nostro essere figli, la nostra esistenza; da Lui Figlio scaturisce la nostra salvezza; da Lui Spirito Santo, la nostra santificazione.
Il rosso, il Padre, il blu, il Figlio, il giallo, lo Spirito santo. Tre Persone uguali e distinte.
Unite nella divinità, danno vita alla Luce, al bianco abbagliante che Gesù fece vedere ai suoi discepoli sul monte Tabor.
Viviamo usando i “colori” della vita, cioè tutto ciò che Dio ci dona ogni giorno.
I suoi doni formano la nostra tavolozza che ci permette di fare capolavori.
Viviamo in modo da colorare la vita di gioia, di pace, di pazienza, di benevolenza, di bontà... I frutti dello Spirito sono i colori più belli che possiamo usare.

 

Avevo una scatola di colori
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo
per la sabbia ardente,
ma avevo l’arancio
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per i sogni e il riposo.

Mi sono seduta e ho dipinto la pace.


Tali Sorek – Poesia di una bambina israeliana di 12 anni
(tratta dal libro Mai più la guerra).