Su ali d' aquila
 


 16 settembre 2009

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 La parabola delle dieci vergini (Matteo 25, 1- 13)

   

La lampada, la nostra vita, l’olio la fede che deve alimentarla. Un’esistenza senza fede è come una lampada spenta; una vita senza Dio è buia.
L’invito di Gesù è di essere lampade accese sopra il tavolo in modo da illuminare tutti coloro che sono nella casa.
“Voi siete la luce del mondo”: per essere luce occorre l’olio della fede.
Vivere senza fede può essere facile quando tutto procede bene, ma al sopraggiungere di una prova, essere senza olio vuol dire camminare, brancolare nel buio della disperazione e dell’angoscia.
“Io sono la luce del mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”: è la promessa di Gesù che molti nel corso della loro esistenza hanno sperimentato.
Se la lampada è la nostra vita, la nostra umanità e l’olio la fede, la parte spirituale, possiamo anche vedere in questo brano l’invito a tenere sempre unite queste due componenti. Siamo esseri spirituali che vivono in un corpo, che vivono incarnati.
Non possiamo pensare di stare bene mettendo da parte l’olio, Dio. Siamo chiamati a vivere “portando insieme a noi anche l’olio”.
L’equilibrio, il benessere passa attraverso questa unificazione. La saggezza è comprendere questo e vivere di conseguenza; la stoltezza è credere di potercela fare senza l’olio.
La lampada contiene l’olio che trasforma in luce; la nostra vita dovrebbe contenere la fede e trasformarla in stile nuovo di fare, di agire.
Un vaso che contiene olio, si impregna, si unge; la nostra vita dovrebbe essere impregnata di Dio, “unta”, ovvero consacrata, vissuta con uno stile nuovo, sapiente.
Quante volte invece la viviamo in modo solo umano!
Se la vita c’è stata donata, l’olio della fede dobbiamo produrlo. Col battesimo abbiamo ricevuto la fede, ma essa va alimentata perché cresca, diventi grande.
Come l’olio è il risultato di un procedimento lungo e faticoso, così la fede è il risultato di un cammino spirituale che richiede impegno, perseveranza, pazienza, attesa.
Se la fede non è cresciuta insieme a te, con te, al sopraggiungere della notte della prova nessuno te la può “prestare”, dare. Devi averla prima, devi averla con te; allora la prova non ti abbatterà. Il cammino spirituale va fatto nel corso della vita per potere avere l’olio necessario al momento opportuno. Quando c’è una difficoltà e tu non ce l’hai, è troppo tardi per “produrlo”, non hai più tempo. Avresti dovuto già averlo.
Ecco perché incontriamo tante persone disperate, angosciate, depresse mentre vivono una prova, una malattia: sono senza olio, sono al buio ed è normale sentirsi in quel modo, avere quello stato d’animo.
Mettiamoci in cammino per avere sempre l’olio della fede e camminare nella luce.
Una difficoltà vissuta alla luce della fede e vissuta nel buio, non è la stessa cosa.
La luce, Gesù Cristo continua a darti speranza, il buio ti infonde disperazione; Gesù ti conforta, ti consola; la realtà solo umana non sa cosa dirti e cosa darti.
Vivi con fede: porta sempre con te “anche l’olio” nel piccolo vaso del tuo cuore. E avrai pace.