Su ali d' aquila
 


      marzo 2010

Pagina 15 - vai a pag. 16

 Matteo 6, 19-24
“Non accumulatevi tesori sulla terra, accumulatevi invece tesori nel cielo”.

   

Ciò che facciamo nella realtà umana è quello che dovremmo invece fare nella realtà spirituale.
Noi sulla terra accumuliamo, mettiamo da parte, pensiamo al domani, ci facciamo la riserva, la dispensa, riempiamo i nostri “granai”... Ecco questo è lo stile sano, corretto, sapiente, intelligente ma per le cose di Dio! Dovremmo accumulare per il regno dei cieli, pensare alla vita eterna, mettere da parte opere buone...
“Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”.

     

A noi questa parola ci sfugge. Non solo non diamo a Dio quello che è di Dio, ma diamo a Cesare, cioè all'umano, in modo sproporzionato, accumuliamo nell'umano.
Siamo sbilanciati: se già fossimo capaci di dare a Dio quello che è di Dio, sarebbe già tanto e l'esagerazione per le cose umane sarebbe meno visibile. Invece non dando a Dio quello che è di Dio, l'esagerazione che abbiamo per le cose umane diventa veramente eccessiva.
Si dice, “ho avuto l'occhio più grande della bocca”, per dire che sono stata esagerata nel prendere qualcosa, per esempio un cibo, rispetto a quanto sarei stata capace di mangiarne. Il nostro occhio è malato, non ci permette di vedere bene, di “dare a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”.
Come fare per guarire, per risolvere questo problema?
Dice S. Agostino che il collirio per i nostri occhi è la fede. Dunque se vuoi vedere bene, devi crescere nella fede. E' la fede che ti permette di vedere con chiarezza le cose, di dare la giusta priorità alle cose, di avere una sana scala dei valori.
E' la fede che ti permette di non accumulare tesori sulla terra, ma nel cielo. Con la fede comprendi che un giorno dovrai lasciare tutto, che non porterai con te niente, se non ciò che hai lasciato sulla terra per accumulare in cielo.
E' la fede che ti porta a scegliere Dio come tuo padrone e non il mondo, perchè capisci che se scegli Dio, alla fine tutto ciò che è suo è anche tuo, mentre se ti metti al servizio del mondo, diventi schiavo, servo del mondo. All'inizio il mondo ti promette “mari e monti”, ma dopo ti accorgi che non era oro tutto quello che luccicava. Fa con te quello che viene fatto con le ragazze dell'Est: chiamate in paesi ricchi con promesse di lavoro, vengono messe sulla strada. Ecco lo spirito del mondo: ti promette la felicità e alla fine non sa darti nient'altro che la disperazione e l'angoscia.
Ricorda le parole di Gesù risorto: “io ti dono la pace, la mia pace, non quella del mondo, non come la dà il mondo io la do a te”. Il mondo non sa darti la pace vera, reale, concreta. E sai perchè? Perchè la pace è il frutto di una vittoria, quella che solo Gesù è stato capace di riportare: la vittoria sulla morte. La pace è il frutto dello Spirito disceso sulla terra dopo che Gesù è salito al cielo con la morte di croce.

     

Solo lui non ha avuto paura della croce, anzi c'è salito al posto tuo, perchè tu rimanessi sotto. Il mondo invece mette te in croce e se ne guarda bene dallo starci sotto!
Nella casa di Dio tu sei figlio, amico, erede; nella casa del mondo tu sei schiavo, oggetto, sei usato. Dio fa sì che il lavoro sia il tuo servitore, non il tuo padrone; il mondo, mammona, ti porta invece a servire il lavoro, rende te schiavo del lavoro, il lavoro diventa il tuo padrone.
Attenzione a non usare ciò che è sterco, concime in modo diverso dalla sua funzione! Si dice che il denaro è lo sterco di satana. Usalo come concime, ma fai attenzione che non diventi il tuo...cibo. Fai attenzione: potresti fare esperienza del figlio della parabola che pascola porci e finisce per desiderare le carrube che mangiano i maiali.
Dai le carrube ai porci e tu nutriti della loro carne! Usa il denaro e non permettere mai che il denaro usi te. Non dare le perle ai porci: dai loro le carrube e tu nutriti delle perle della vita, dei valori.

     

La fede dunque ti porta a vedere le cose nella loro giusta dimensione non facendoti accumulare sulla terra, ma nel cielo e ti mette al servizio di Dio e del suo progetto d'amore. Ti insegna a rimanere libero da tutto e da tutti, a non farti schiavo di nessuno. Dio è un “padrone” che alla fine non puoi che amare e preferire; il mondo invece alla fine è un padrone che odi e disprezzi. Ma quando forse è ormai troppo tardi.
Quanto è doloroso sentire persone che hanno dedicato (sprecato) una vita intera ad accumulare sulla terra, ad edificare case-palazzi che spesso sono rimasti incompiuti per mille motivi: perchè è subentrata una malattia, una morte, una difficoltà lavorativa... Il più delle volte un nucleo familiare piccolo ha avuto un occhio più grande delle reali esigenze e dei bisogni che avrebbe potuto avere. Genitori con un figlio solo che hanno costruito case per dieci persone! Hanno sostenuto sacrifici, rinunce, fatiche. Per cosa alla fine? Per niente se vediamo come si svolgono i fatti della vita. Quell'unico figlio si stabilisce all'estero, non viene quasi più nel suo paese d'origine, rimane la coppia che non ha bisogno di tutto quello spazio spesso rimasto incompiuto.
Rinunce a un viaggio, ad un divertimento... Ne valeva la pena? Ad un certo punto della vita spesso ci si rende conto di no, ma ormai... Se ci fossero stati occhi capaci di vedere! Ma a quel tempo non erano capaci di vedere. Col senno di poi...
E ti dicono, “ho lavorato tanto, troppo, non ho avuto neppure il tempo per spendere quello che guadagnavo, ero stanco per partire, per viaggiare...”. Hanno accumulato per cosa, per chi?
La fede è la lampada che ti fa camminare nella luce e mai nelle tenebre dell'ignoranza. Vivere nell'ignoranza dei valori della vita porta nel tempo ad ammalarsi, porta alla cecità del cuore e della mente.
La fede è luce che salva.