Su ali d' aquila
 


 Giugno 2010

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 L'apparizione a Maria di Magdala
(Gv 20, 11-18).

   

“Ho visto il Signore”.
Noi possiamo affermare con certezza di aver visto il Signore nella nostra vita?
Quando? Dove? In che modo? Ci ricordiamo i particolari?
Quando abbiamo vissuto situazioni importanti, ricordiamo i minimi particolari: l'ora, il contesto, certi profumi, certi colori... Ci ricordiamo per esempio dove ci trovavamo quando abbiamo ricevuto una notizia importante, com'eravamo vestiti, l'ora, ecc.
“Erano le quattro del pomeriggio”, ricorda Giovanni ormai vecchio quando parla del suo incontro con Gesù. E noi? Ricordiamo l'ora del nostro incontro col Signore della vita?
Ricordiamo ciò che ci ha detto?
Maria di Magdala va ad annunciare Gesù risorto. Annuncio, evangelizzo solo se ho visto il Signore, se l'ho incontrato. Annuncio se posso dire, “io ho visto Gesù, l'ho incontrato. Te ne posso parlare? Ti posso dire di lui?”. Solo se hai visto il Signore lo annunci risorto da morte, altrimenti il tuo parlare di lui è solo di un Dio morto crocifisso.
Solo se un giorno hai incontrato Gesù non hai più da piangere lacrime di disperazione, ma solo di dolore, di quel dolore che passa, che risorge, che esce dal sepolcro e celebra la pasqua, di quel dolore che ha vinto la disperazione, che ha superato l'inutilità perchè si è fatto attraversare dalla vita.
Non hai da cercare niente e nessuno perchè non hai perduto niente e nessuno. Hai trovato Gesù un giorno e lui è sempre con te. Perdi altre realtà ma hai lui e in lui ritrovi trasfigurato tutto ciò che non percepisci più con gli occhi del corpo.
In Gesù trovi tutto quello che cerchi perchè lui è tutto quello che ti serve, tutto quello che desideri e che vuoi.
Gesù che un giorno hai visto nella tua vita ti chiama per nome e tu riconosci nella sua voce il Maestro che ti invia ad annunciarlo nel mondo, ovunque ti muovi e agisci.
Ti invia dagli uomini, tuoi fratelli, figli dello stesso Padre, da chi ancora non ha visto il Signore e che si metterà in cammino per vederlo.
Grida, urla senza paura né timore, “ho visto Gesù! Io nella mia vita ho incontrato il Signore della Vita. Alleluia!”.
Lo hai mai fatto?
“Ho visto il Signore!” e non devi aggiungere altro perchè il mondo creda, perchè si metta in cammino, perchè senta fame e sete di senso e di significato.
Sii sale, fratello: fai venire sete di Dio a chi incontri! Dì con la tua vita che hai incontrato e visto il Signore della Vita. Non avere paura di essere considerato folle: tu con un folle hai una sola cosa in comune, un pensiero fisso!
Gesù, il tuo pensiero fisso, il tuo chiodo fisso!
“Ho visto il Signore!”, vuol dire che da quel momento in poi hai un nuovo orizzonte davanti a te. I tuoi occhi non sono più quelli di prima incapaci di vedere. Ora sono gli occhi nuovi della fede, quelli che hanno una nuova pupilla, che hanno subito un trapianto: tu ora vedi con gli occhi di Dio!
Il Maestro che ti chiama per nome e toglie dal tuo cuore amarezze e sofferenze umane, ti manda a vivere la vita, ti dice di alzarti e metterti in cammino. Ti dice che il sepolcro non ha più bisogno di te, né tu hai più bisogno di una tomba vuota. Non servono lacrime davanti alla vita che ha vinto la morte, che è uscita dal sepolcro e ha celebrato la pasqua. Sarebbe da sciocchi e da stolti piangere la vita, stare davanti ad un sepolcro rimasto vuoto perchè incapace di trattenere la vita, perchè il Dio della Vita non gli ha dato questo potere.
Dopo un dolore, se tu hai incontrato Gesù, se lo hai visto, non ti rimane altro da fare che andare a far vedere al mondo il Dio che tu hai già visto, non ti rimane altro da fare che continuare solo a parlare della vita risorta da morte, uscita da un sepolcro che ha suonato da sé le campane all'alba del mattino di pasqua.
Mettiti in ascolto: le senti? Prova a prestare attenzione. Sai cosa dicono queste campane? Dicono che la vita ha vinto la morte, che la vita ha visto morire la morte. Alleluia!