Su ali d' aquila
 


 Settembre 2010

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 Marco 12, 28-34 - Il primo comandamento.

   

Ascolta! Ovvero sii la terra buona della parabola del seminatore; sii colui che custodisce la parola ascoltata e persevera per produrre frutto.
Custodia e perseveranza per una vita riuscita; custodire e perseverare per realizzarsi come figli di Dio.
Evitiamo di venir meno nella prova al nostro credo, alla nostra professione di fede; evitiamo di lasciarci soffocare, strada facendo, da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita(cfr. Lc 8, 4-15).
Ascoltiamo per alimentare la nostra fede, per passare dal credere al sapere e per essere salvati dallo spirito del mondo.
Shemà, ascolta, fratello! La fede si alimenta di ascolto, non di visioni. “Il Signore si è manifestato alle mie orecchie”, dice il profeta Isaia.
Ascolta! Cosa? No. Ascolta “Chi”:Dio che parla al tuo cuore, non alla tua testa.
Ascolta il Signore tuo Dio, il Padre onnipotente, onnisciente, misericordioso, il Dio di ogni consolazione.
Ascolta colui che ti dice: Io sono il tuo Dio, Io ci sono per te, Io ci sono nella tua storia, Io ti amo.
Non avere altro Dio al di fuori di me, non cercare un altro Dio: troveresti solo dei, idoli, vitelli d'oro che mangiano fieno. Il Signore Dio è l'unico Signore.
Io solo sono il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe e voglio essere anche il tuo Dio, se tu lo vuoi.
Io sono il tuo Dio, ma tu vuoi essere la mia creatura?
“Chi sei?”, chiese Teresa di Gesù al bambino incontrato per le scale del suo convento. E il bambino rispose, “io sono Gesù di Teresa”. “Allora se tu sei Gesù di Teresa, io sono Teresa di Gesù”, rispose la nostra grande santa.
Ascolta e imparerai ad amare Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente, con tutta la tua forza.
Il primo di tutti i comandamenti è dunque l'ascolto, perché solo dalla capacità di ascoltare scaturisce la capacità di amare Dio e il prossimo.
Certamente non è semplice ascoltare, tutt'altro, ma è possibile educarsi all'ascolto. Se ascoltare vale più degli olocausti e dei sacrifici vuol dire che non è semplice disporsi all'ascolto. Se obbedire vuol dire ascoltare (ob-audire= ascoltare attentamente, “tra le righe”), ascolto nella misura in cui imparo ad aderire alla Parola del Signore.
La parabola del seminatore ci dice che si può ascoltare senza aderire, senza custodire la parola e senza perseverare, ma tutto questo non porta ad amare Dio e il prossimo.
E' necessario ascoltare obbedendo. Ecco allora che giungiamo ad amare.