Su ali d' aquila
 


 Ottobre 2010

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 Luca 7, 11-17 - Risurrezione del figlio della vedova di Nain.

“Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: non piangere!”.

   

Gesù in persona ha compassione di questa vedova, Lui, il Signore della vita, ha compassione davanti alla morte. Riflettiamoci un po'.
Quante volte diciamo con convinzione, purtroppo, che Gesù non si interessa di noi, che a Lui non gli importa del nostro dolore. Figuriamoci se a Dio possono interessare i nostri drammi umani, diciamo. E' veramente una bestemmia questo modo di pensare.
E' come se dicessimo questo riferendoci ai nostri genitori. Ma anche in questo caso troviamo una parola nella Scrittura, “si dimentica forse una madre del suo bambino, del frutto delle sue viscere? Eppure io vi dico: se anche esistesse una madre che si dimenticasse del suo bambino, io, il Signore, non mi dimenticherò mai di te”. Dio non si dimentica di noi, ha cura di noi, si preoccupa di noi. Non solo non si dimentica, ma gli sta a cuore tutto quello che ci riguarda, in modo particolare le nostre sofferenze, i nostri dolori, i nostri drammi umani. Gesù ha compassione e ci invita a non piangere davanti a quello che ci sembra essere la fine di tutto. Lui ci invita ad avere fede davanti alla morte, a credere alla vita davanti a ciò che non ha più vita, ad avere speranza davanti a quello che ci porta a disperare, ad avere fede davanti a ciò che non ci dà alcun motivo di abbandonarci ancora.
Ma come riusciamo a fare tutto questo? Ci sembra impossibile o quasi. E' vero da un punto di vista umano, ma non nell'ottica spirituale. “Niente è impossibile a Dio” e “chi confida nel Signore e in lui ripone la sua speranza, non rimarrà deluso”, anche se le cose non vanno come ci aspetteremmo, alla fine non ci sentiremo sconfitti. Eccolo il miracolo che compie la fede in Dio, nel Signore della vita. Se davanti alla “morte” mi attacco alla vita, Gesù Cristo, non rimarrò schiacciato. Mai.
“Non piangere!”. E' questo l'invito che dovremmo lasciarci risuonare dentro quando quello che stiamo vivendo è pesante, doloroso, troppo grande.

     

“Non piangere!”. Gesù ti sta toccando, sta toccando il tuo dolore, la tua “morte” perché ne prova compassione e se tu credi fermamente senza dubitare, farai esperienza di risurrezione e di vita. Ti “alzerai” e ricomincerai a vivere, a sentire la gioia dentro di te.
Gesù ha ancora il potere di restituirti alla vita tutte le volte che fai esperienza di “morte”, oggi come ieri. Non dubitare mai di questo.
Se credi in Gesù, la “morte” non avrà mai il potere di annientarti. Essa si “fermerà” davanti a Gesù, la Vita. E lui ti restituirà alla vita e alla sua pienezza. Alleluia!