Su ali d' aquila
 


 Dicembre 2010

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 Gv 3, 1-15 Colloquio con Nicodemo.

“Se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio”.

   

Ecco il segreto di una vita riuscita, realizzata, piena. Ce lo dà direttamente Gesù, il Figlio di Dio. Di cosa ancora abbiamo bisogno? Forse di una cosa abbiamo ancora purtroppo bisogno: di lamentarci, di avere lo spazio e la possibilità per continuare a recitare il ruolo di vittima che tanto ci piace!!
Rinascere dall'alto, ovvero smettere di pensare, di credere, di illudersi di essere persone umane che vivono un'avventura spirituale e iniziare a credere invece di essere persone spirituali chiamate sulla terra per vivere un'esperienza umana, terrena, appunto.
Vuoi vedere il regno di Dio? Vuoi cioè fare esperienza di gioia, di pace interiore, di benessere, di serenità, di pienezza...? Vivi con la tua anima, anima il tuo corpo, impara a dire, “io sono la mia anima” e a trarre da essa tutta la forza che ti serve per camminare per la strada della vita.
La tua forza risiede nella tua anima, non nel tuo corpo. Gesù ti ha detto, “lo spirito è pronto, la carne è debole”. Attingi allora la forza che risiede nella tua anima, nel tuo intimo. E' là che attende da sempre di essere pescata e usata per darti gioia.
Se poi vuoi entrare nel regno di Dio, non solo quindi vederlo, ma possederlo, basta nascere da acqua e da Spirito.
Ci sono due nascite per ogni essere umano: una quando viene chiamato in vita, quando viene alla luce; l'altra quando rinasce, quando nasce una seconda volta, quando scopre di essere polvere di suolo impastata di Spirito.
E' questa la nascita che permette di entrare in possesso della felicità, di quella vera, reale, autentica che nessuno potrà mai più portarci via.
Due travagli per due parti: uno vissuto dalla donna per mettere al mondo il suo bambino; l'altro vissuto da Cristo Gesù sulla croce per farci entrare nel suo regno, “oggi sarai con me in Paradiso”.
Si è lasciato innalzare il Signore per farci scendere nella sua realtà. Non c'era altro modo e lui ha accettato quest'unico modo, per amore, solo per amore.
Era troppo grande il dono che voleva farci per non accettare tutto quello che serviva sostenere per raggiungerlo. Il Figlio dell'uomo è disceso dal cielo perché ognuno di noi potesse salire al cielo, avere cioè la vita eterna.
Il grembo nel quale siamo invitati ad entrare per rinascere spiritualmente è il cuore di Cristo crocifisso, squarciato che ha lasciato sgorgare sangue e acqua, eucaristia e battesimo, sacramenti di salvezza.
Fratello, tu nasci il giorno in cui inizi a vivere da figlio di Dio. Quello è il giorno del tuo compleanno, quello dovresti ricordare, festeggiare, amare.
Dei santi non si ricorda il giorno della loro nascita terrena, ma quello della loro morte, perché è il giorno della loro nascita al cielo.
Noi dovremmo ricordare il giorno in cui abbiamo iniziato a vivere il nostro battesimo e a nutrirci del Pane della Vita. Il giorno in cui abbiamo compreso che eravamo esseri spirituali, polvere del suolo impastata di Spirito. Quello è il giorno della nostra vera nascita. Alleluia!