Su ali d' aquila
 


 Maggio 2011

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 Il Magnificat (Lc 1, 46-56).

“L'anima mia magnifica il Signore”.

   

Tutte le volte che la mia anima è capace di ringraziare Dio, sto pregando il mio Magnificat personale. Tutte le volte in cui sono gioioso, lodo Dio.
Non puoi cantare il Magnificat se ancora non ti sei convertito alla gioia. Sì, perché non avrebbe senso se sei ancora nel venerdì santo, dopo anni che hai vissuto un dolore.
Se il tuo dolore, la tua veste di sacco, non si è ancora trasformata in abito di gioia e il tuo lutto non si è tramutato in danza, non puoi cantare il tuo Magnificat.
Il Magnificat si canta, si danza, non si recita. Si proclama con un volto radioso, luminoso, solare, con l'abito della festa, non con la veste del lutto.
Fratello, vuoi cantare il tuo Magnificat e non semplicemente recitare questa preghiera che Maria ha cantato?
Allora devi fare un passo indietro, devi convertirti alla gioia. Dopo farai il passo in avanti, quello della danza.

L'anima mia magnifica il Signore quando riconosce le grandi cose che Lui ha fatto nella mia vita. Sono così tante che mi verrà spontaneo ringraziarlo e lodarlo.

Quanto siamo consapevoli della grandi cose che il Signore ha fatto per noi?
Forse non ci abbiamo mai pensato, o diamo per scontato quello che siamo riusciti a realizzare o, ancora peggio, ci sembra un nostro diritto avere quello che possediamo.
La gratuità non è una parola del nostro vocabolario, purtroppo.
Siamo stati educati a darci da fare per raggiungere obiettivi e quando li raggiungiamo ci sembra giusto ringraziare solo noi stessi. Ci rifiutiamo di farci “lavare i piedi” dal Cristo solo per non doverlo ringraziare! Ma Lui ce “li lava lo stesso” anche se noi crediamo di “lavarceli da soli”.
E Dio cosa c'entra in quello che abbiamo ottenuto con i nostri sforzi personali?Apparentemente niente. Apparentemente. In realtà non è così.
Senza di Lui non avremmo potuto fare niente, pur impegnandoci e faticando. Lui ha permesso di avere grandi cose, “senza di me non potete fare niente”.
L'anima mia magnifica il Signore quando decido di celebrare la mia pasqua, di guarire, di trasformare le mie ferite in cicatrici, in segni che mi permettono di vivere in pienezza.
L'anima mia magnifica il Signore quando dopo ogni morte, anche quella che mi ha tenuto nel sepolcro tanto tempo, esco fuori, risorgo, torno tra i vivi, rispondo a Gesù che mi chiama per nome e mi invita ad uscire.
L'anima mia magnifica il Signore quando voglio smettere di recitare la parte della vittima nella vita e di far mia quella dell'eroe, del re, del protagonista della mia storia.
L'anima mia magnifica il Signore quando, dopo essere uscita dall'Egitto, continuo a camminare per entrare nella terra promessa della libertà.
L'anima mia magnifica il Signore quando vivo la vita in pienezza. Alleluia!