Su ali d' aquila
 


 Ottobre 2011

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 Giovanni 8, 31-38.

“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”.

   

Conoscere la verità per fare esperienza di libertà. Ecco il segreto di una vita piena e realizzata.
Il figlio di Dio ha incontrato la Verità, Gesù Cristo, “Io sono la via, la verità e la vita” e da quel momento è diventato libero, da quel momento ha smesso di essere schiavo e di vivere con la paura del servo. Da quel momento è diventato libero ed ha iniziato a vivere con l'amore del figlio.
Chi fa un cammino spirituale ha conosciuto la Verità, ma non tutti, pur facendo un percorso di fede, sono ancora arrivati a conoscere la verità di se stessi.
Vediamo cosa significa questo concretamente.
Spesso noi viviamo usando delle maschere, tante maschere a seconda delle situazioni e dei momenti. Viviamo mettendo da parte l'autenticità, la trasparenza, la verità appunto.
Possiamo andare avanti così per anni, per tutta una vita, ma...
La nostra vita non è piena, bella, felice; non ha pace, tranquillità.
La causa di tutto questo è la mancanza di verità. Viviamo nascondendo, mettendo la testa sotto la sabbia, mettendo pietre sopra gli eventi, passando oltre, turandoci gli orecchi, chiudendo gli occhi, distraendoci per non pensare, “ubriacandoci” di lavoro per non riflettere, per non fermarci.
Chi ha conosciuto la verità di se stesso ha tolto i macigni dai sepolcri e ha lasciato che la verità dei fatti venisse fuori , anche se dolorosa.
Chi ha conosciuto la verità di se stesso ha tolto la testa da sotto la sabbia, ha voluto sapere, vedere, si è fermato per riflettere, per pensare.
Chi ha conosciuto la verità di se stesso è diventato Samaritano di se stesso: ha voluto vedere la sua storia, gli eventi dolorosi della sua vita; si è fermato a riflettere su di essi, ad accoglierli, a farsene carico e a rimetterli al posto giusto nel progetto della sua esistenza; soprattutto ha deciso di portarseli nel cuore, nella sua preghiera continuando a vivere.
Ha compreso che gli eventi dolorosi vanno curati con l'olio della consolazione e col vino della speranza. Bisogna averne cura facendo il viaggio della fede. Ha riconosciuto ciò che è.
Il figlio di Dio ha conosciuto la verità di se stesso, l'ha voluta vedere, guardare negli occhi e agire di conseguenza.
Il figlio di Dio, viaggiatore nello spirito, non può più vivere dietro apparenze, maschere, ruoli, personaggi. No.
Lui sa vivere solo per quello che è, per quello che realmente è, in modo reale, non virtuale, non ideale, non finto.
Ha smesso, ha deposto i personaggi che per tanto tempo ha vestito: non vuole più essere identificato col personaggio, con i ruoli, con le parti.
Lui ha un nome, il suo; lui ha una storia da vivere, la sua; lui sa che un giorno gli verrà chiesto perché non è stato se stesso, non perché non è stato un altro.
Il figlio di Dio ha deciso di non vivere più “per caso” ma di essere in viaggio per avere la capacità di vivere nella verità, per la verità e con la verità.
Fratello, esci dalla schiavitù di quell'Egitto che si chiama falsità ed entra nella libertà della verità.
La Terra promessa è la verità, è Gesù Cristo, ma è anche la verità di te stesso, della tua vita.
Solo nella Terra promessa puoi vivere da figlio, con la libertà dei figli di Dio. Solo là sarai felice, sereno, appagato, ricolmo di gioia e di pace.
La condizione per diventare liberi è il rimanere nella Parola di Dio. Rimango nella Sua Parola, divento suo discepolo, sono libero.
Vedi, non è difficile. Basta imparare a meditare la Parola del Signore, stare in essa. Il resto viene di conseguenza.
Fino a quando non mediti, sei schiavo e vivi con la paura dello schiavo, anche se non sei consapevole di questo. Se non mediti vivi ancora in Egitto, non nella Terra promessa, nella Casa di Dio.
Se la Parola di Dio trova accoglienza in te (v. 37), sei schiavo.
Fratello, non commettere il grave peccato nei confronti di te stesso: quello di non meditare la Parola. Non sai cosa ti perdi!
Desidera diventare figlio, desidera diventare libero! Alleluia!