Su ali d' aquila
 


 Gennaio 2014

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 Matteo 2, 1-12
 La visita dei Magi.

« I Magi al vedere la stella, provarono una gioia grandissima »

   

Questi sapienti sanno vedere i segni. E noi?
Quanto poco attenti a vedere e soprattutto a leggere i segni che ci farebbero provare una gioia grandissima. Non una semplice gioia, bensì una gioia che non si può contenere.
Sì, non basta vedere: è necessario leggere ciò che si vede, interpretare. I Magi vedono la stella e leggono: è nato il re dei Giudei.
Il segno è portatore di un significato. Sempre.
“Tutto è segno”, diceva Benedetta Bianchi Porro. Tutto, ma proprio tutto. Niente è lì per caso. Lo sappiamo, ce lo siamo detto tante volte, ma lo ripetiamo, “Il caso è la firma di Dio”, “Il caso è Dio che conserva l’anonimato”. Non esiste il caso o la casualità. Esiste il segno portatore di significato, esiste la stella che dice “è nato il re dei Giudei”. Comprendi?
Siamo un po’ lontani da tutto questo. Viviamo da ciechi, “avete occhi e non vedete”, viviamo da sordi, “avete orecchie e non sentite”. Conduciamo una vita da analfabeti: incapaci di leggere i segni e di scrivere la nostra storia partendo da essi, seguendoli, mettendoci in cammino, partendo da oriente per andare a Gerusalemme.
“Abbiamo visto la stella e siamo venuti”, anzi, “abbiamo visto la sua stella”. Sì, il segno è di Dio, appartiene a lui, è suo. I Magi vedono, comprendono, si muovono. E noi?
Vedono, afferrano il significato del segno, il messaggio, la notizia che il segno racchiude e si mettono in viaggio. Quanto è difficile per noi metterci in viaggio, muoverci, darci da fare, prendere decisioni, scegliere! E questo perché non vediamo, non sappiamo leggere, non comprendiamo.
Rimaniamo in oriente e non giungiamo a Gerusalemme, ovvero rimaniamo nella nostra intelligenza, nella nostra logica, nel nostro pensiero, ma non facciamo esperienza di fede (Gerusalemme) e non proviamo una gioia grandissima, quella che solo Dio sa dare e può dare, quella gioia piena, vera, reale, “perché la mia gioia sia in voi”. Ricordi? Niente di meno che la gioia di Dio che diventa anche la nostra gioia.
Quante stelle spuntano durante il giorno. Quante! Ma… Troppo presi a guardare in basso, a guardare a terra, ci dimentichiamo che esiste anche un cielo, un alto, fatto per noi, nel quale Dio pone la sua segnaletica, quella che conduce a fare esperienza della gioia grandissima. Alleluia!