Su ali d' aquila
 


 Giugno 2014

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 Giovanni 14, 15-31
La promessa dello Spirito.



“Chi ama me, anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui”.

Gesù ci fa questa promessa, ci assicura questo: mi ami? Allora anch’io amo te.
Ma non si ferma qui. Non solo ricambia il nostro amore, ma si manifesta a noi.
Cosa vuol dire questo concretamente?
Se ci soffermiamo a riflettere, scopriremo qualcosa di veramente grande. Il Signore ci fa celebrare l’epifania tutte le volte che lo amiamo. Stupendo!
Ogni giorno, ogni istante nel quale riesco ad amare Cristo, posso celebrare questo grandissimo mistero. Tutte le volte che mi impegno per passare dal voler bene all’amare, celebro l’epifania.
Non basta voler bene. E’ necessario amare in modo totale, assoluto, incondizionato per poter celebrare nella nostra giornata la manifestazione del Signore, per vederlo, toccarlo, sentirlo. Non è facile amare. Sì, vogliamo bene, anche tanto, ma non amiamo.

   

 Dio è amore e se voglio essere in relazione intima con lui, sono chiamato ad amarlo, non a volergli semplicemente bene.
A tante persone vogliamo bene, ma amiamo chi è legato a noi da un vincolo che è più grande di quello di amicizia. Il voler bene caratterizza l’amicizia; l’amare caratterizza l’amore. E Dio essendo il Signore della nostra vita, aspetta da noi amore.
“Pietro, mi ami tu? Signore tu sai che ti voglio bene”. Pietro non ama il Maestro, gli vuole bene. Poi però arriverà ad amarlo, quando sarà pronto a dare la vita per Lui.
Sì, amare è dare la vita come ha fatto Gesù. Se vuoi bene, la vita non la dai, ma se ami arrivi a darla.
I primi a celebrare la manifestazione del Signore sono i Magi: la loro sapienza fa esperienza di divinità, di Dio. Essi lo vedono in quel bambino, lo riconoscono in quel neonato, lo adorano in quel piccolo avvolto in fasce, si prostrano davanti ad un essere che giace dentro una mangiatoia. L’intelligenza si inginocchia perché il cuore fa esperienza di epifania.
Anche noi, se vogliamo, possiamo fare questa esperienza di beatitudine tutti i momenti in cui riusciamo ad amare.
Non è facile, lo sappiamo, ma è possibile. In fondo si tratta di vivere un passaggio: se decidiamo di amare, perché l’amore non è un sentimento, bensì una decisione, una scelta a differenza del voler bene, allora passiamo dalla morte alla vita, celebriamo la nostra pasqua. E dopo la pasqua, ecco la manifestazione, l’epifania. Alleluia!