Su ali d' aquila
 


 Novembre 2014

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Matteo 7, 21-27

  “Non chiunque mi dice, Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.

Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia…, ma essa non cadde. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia…, ed essa cadde”.
 
     

Cos’è la volontà di Dio, ciò che Lui vuole da ciascuno di noi?

È un impegno: costruire una casa! Faccio la volontà di Dio non a parole, ma con i fatti, non con le mie parole, ma con la Parola, con lui stesso. Quando edifico la mia vita, le mie azioni, i miei compiti, sulla roccia, ovvero su di lui, sulla sua parola, faccio il volere di Dio.

La volontà di Dio è il progetto che lui ha per me, che ha su di me. E’ il suo sogno che vuole vedere realizzato nella mia vita perché io possa essere felice, appagato, realizzato, pieno.

Dio non smette di sognare sull’uomo! Purtroppo spesso è l’uomo che smette di impegnarsi, di perseverare per raggiungere gli obiettivi che gli darebbero gioia.

La volontà di Dio è il sogno di Dio, ciò che lui desidera per noi, per ciascuno di noi.

Fratello, impegnarci perché il sogno di Dio si realizzi in noi, vuol dire edificare la nostra vita sulla roccia: arrivano problemi, dolori, prove, perdite, crisi, malattie…, ma non andiamo giù, perché Lui è la nostra forza e in lui e con lui possiamo sempre portare tutto.

Le fatiche, i problemi, si abbattono su di noi come tempeste, come diluvi. Non ci risparmiano dolore, spesso disperazione, angoscia. Ma…

Non cadiamo. Questo dobbiamo ricordare quando le fatiche sembrano non finire più e ci fanno paura. Non dobbiamo cedere alla tentazione di pensare che non ce la possiamo fare. No, non è così, non è questa la verità, questa è solo una tentazione che viene dal piano terra, non dal piano superiore, che viene dal demonio, dallo spirito del mondo, non da Dio. Se abbiamo edificato sulla Parola e continuiamo a farlo ogni giorno gettando la rete dei nostri impegni sulla Parola, allora non crolliamo, non andiamo giù.

Sì, possiamo avere delle “crepe” nelle pareti della nostra vita, dei pezzi di intonaco che vanno giù, ma non sono pezzi di muro.

E spesso succede che dietro una crepa si scopre un affresco! E’ stupendo quando in una abitazione si è scoperto un dipinto molto importante nascosto dall’intonaco della parete. Se non fosse venuto giù l’intonaco, chi sa quanto tempo ancora quella ricchezza sarebbe rimasta nascosta.

Passata la tempesta allora, scopriamo dentro di noi aspetti belli, risorse, ricchezze che erano rimaste nascoste e che la fatica che si è abbattuta sopra di noi ha fatto venire alla luce. Scopriamo capacità, talenti, forze che non sapevamo di avere.

Domandiamoci dove stiamo edificando la nostra vita, se sulla roccia o sulla sabbia. In entrambi i casi si fatica, perché sia la persona saggia che quella stolta costruiscono, quindi investono tempo, risorse, soldi… Ma il risultato non è lo stesso.

Per il saggio la fatica sostenuta è utile, mentre per lo stolto la fatica sostenuta è inutile, senza utile, senza guadagno, anzi, si conclude con una rovina grande.

Dal momento che faticare e impegnarci dobbiamo, cerchiamo di farlo in modo utile e produttivo. Non ti pare? Scegliamo di costruire la nostra vita sulla roccia, terreno edificatorio per eccellenza! Alleluia!